Co.Ra.La.S.

Quando l'Ingiustizia diventa legge, la Resistenza diventa dovere!!!

Comitato di Rappresentanza Lavoratori STS Multi Servizi Azienda Speciale (Co.Ra.La.S.) Codice Fiscale N. 92038200587 - pec: comitatosts@pec.it – mail : comitatoraplavsts@outlook.it

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domenica 22 dicembre 2019

CONSIGLIO COMUNALE DEL 19/12/2019


Il 19 Dicembre si è tenuto l’ultimo Consiglio Comunale di questo difficile 2019.

La maggioranza ha dato prova ancora una volta di tutta la sua assenza di trasparenza e apertura al dialogo democratico, ancora una volta decidendo su temi vitali per le sorti di una Città in gravi difficoltà, in totale autocrazia e dimostrando una volta di più tutta la sua arroganza.
Il Consiglio Comunale, convocato per le ore 16,00 e iniziato in netto ritardo, si è chiuso alle ore 22,00, su votazione della maggioranza, nonostante la netta opposizione della minoranza che chiedeva si desse loro lo spazio istituzionalmente garantito per le interrogazioni e mozioni.
La maggioranza invece chiudeva il Consiglio, rifiutando il confronto sugli argomenti sollevati dalle opposizioni, tra i quali “le spese generali della STS Azienda Speciale”, per riunirsi in un incontro di Giunta, evidentemente riconoscendo agli accordi tra i pochi un privilegio rispetto al confronto con le parti, dando conferma del proprio atteggiamento imperialistico e di sprezzo per le opinioni degli altri.
Tanta autoreferenzialità lascia riflettere in un contesto tanto problematico per le sorti della Città che vive sotto la spada di Damocle del dissesto finanziario, per addivenire al quale basterebbe la bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio finanziario approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 18 Novembre e definito da molti “un piano di lacrime e sangue” per i Cittadini.
Spazio per tali posizioni autocratiche non sembrano opportune, lì dove si è appena decisa la liquidazione della STS, che da quindici anni fornisce servizi ai cittadini di Frascati, sulla base della solo teorizzata economia che conseguirà all’affidamento dei servizi ad altre società, mentre si evita di rispondere alle richieste di analisi dei costi effettivi della STS, assumendo la posizione di chi quando prende una decisione non deve spiegare niente a nessuno.
Nello stesso Consiglio Comunale del 19 Dicembre si approvava il nuovo contratto tra STS e Comune con effetti retroattivi al 1 Gennaio 2019 e con durata di un anno. L’opposizione si esprimeva in maniera critica sull’assurdità di disciplinare mediante un contratto ciò che è già accaduto e domandava se tale formulazione non servisse esclusivamente a ratificare decisioni già prese, ad assecondare quanto già disposto da chi governa la Città, evitando opposizioni e confronto. La maggioranza però non rispondeva, non chiariva neanche se la durata del contratto annuale fosse da calcolare dalla data di sottoscrizione o da quella di applicazione, nel quale caso si sarebbe votato per un contratto con una validità di appena dodici giorni.
L’unica spiegazione che si forniva per avere portato in Consiglio un contratto postumo, era il ritardo causato dell’impreparazione del personale della STS, che a Luglio aveva la contabilità ferma a Marzo. Come sempre quando i conti non tornano la colpa è degli altri, se non di quelli che c’erano prima, dei dipendenti della STS. Non si ripercorreva però la storia di questo contratto, che sostituisce quello approvato in Consiglio Comunale a Novembre 2018 e firmato il 6 Dicembre del 2018 senza contenuti economici ma anche esso con effetti retroattivi a Luglio 2018 e non si diceva che tale contratto ne sostituiva un precedente, approvato a Marzo 2018, ma mai firmato, se pur avrebbe avuto efficacia, insieme al piano di risanamento allegato, a partire dal 1 Gennaio 2018. Non si affronta mai approfonditamente questo discorso mentre si continua ad affermare a mantra che tutto quello che c’è di poco chiaro in STS dipende dall'incompetenza del personale.
Nel Consiglio del 19 Dicembre si approvava anche la Deliberazione di aumento delle tariffe dei parcheggi, uno dei primi effetti del piano dei riequilibri, che costringe a cercare in fretta delle  ambiziose economie ed entrate e, in questo caso, di fronte alle obiezioni di scarsa trasparenza e condivisione dei provvedimenti con l’opposizione, l’Amministrazione forniva come spiegazione quella di avere condiviso le scelte con il personale della STS, per l’interesse del quale si sono, stavolta, dovuti adottare provvedimenti invisi alla cittadinanza.
Sempre lo stesso ritornello insomma: questa Amministrazione Comunale si fa vanto di essere stata la sola ad assumersi la responsabilità di prendere provvedimenti duri ma necessari, affermando che non si può sempre accontentare tutti e quando le parti opposte nel dibattito politico chiedono spiegazioni o criticano, riversa la colpa o su chi c’era prima o sul personale della STS, incapace sempre, anche se secondo loro formato a dovere da una lunga serie di attività di tutoring on the job, che si nega fossero invece consulenze. In alternativa non risponde o scioglie in anticipo i Consigli Comunali, preferendo riunirsi in sala Giunta, in assenza di contraddittorio, a decidere cosa fare di questa Città.


lunedì 16 dicembre 2019

TUTORING E FORMAZIONE...PERCHE' NON CHIEDERLO AI DIPENDENTI?


Si svolgono in questi giorni Commissioni in Comune per fare chiarezza sulle circa 40.000 euro all’anno spese in STS per consulenze che riportano come oggetto “tutoring e formazione in materia di bilancio, contabilità e revisione di piani di risanamento”.
I Consiglieri di maggioranza e minoranza si sforzano di capire in cosa consistano questi corsi. Il dibattito si accende perché in Azienda non sono stati rinvenuti i libri firma dei dipendenti.
Si interpellano i Direttori e, a sentire loro, non si usa più fare formazione nelle aule con libro firma di partecipazione, perché oggi la formazione si fa “on the job”, ossia mentre si lavora, con personale esperto proveniente da ditte esterne che va in affiancamento ai dipendenti. Il tutto provato dal fatto che del personale esterno si aggirava in azienda e che l’intervento sui bilanci è stato fondamentale anche per portare i risultati in pareggio.
Quindi titubanza generale, qualche domanda, qualche affermazione volta a mettere in discussione, ma niente di concreto…eppure otto dipendenti della STS erano presenti in quella stanza, se pur a mo’ di tappezzeria, in piedi, in disparte, invitati via Facebook, ma non potevano intervenire. Era contrario alle norme dei nostri regolamenti, forse, che un dipendente della STS potesse parlare in quella sede in risposta ad un Consigliere Comunale eletto democraticamente e quindi rappresentante dei cittadini o a un Dirigente chiamato come il tecnico esperto a fornire alla parte politica gli elementi necessari per farsi un’opinione. A nessuno è venuto in mente che i dipendenti a cui quella formazione, on the job o non on the job, era destinata avrebbe potuto fornire per lo meno l’altra versione dei fatti? Se qualcuno volesse discutere se il trattamento ottenuto in un ristorante è o meno coerente con il conto pagato non andrebbe a chiederlo oltre che al ristoratore anche ai clienti?
I dipendenti del Comitato Co.Ra.La.S. oggi hanno chiesto ufficialmente via PEC ai Consiglieri Comunali della Commissione, che si riunirà di nuovo domani, di individuare i dipendenti che avrebbero fruito di tali corsi, di invitarli in Commissione e stavolta di ascoltare anche la loro versione. Questa sarebbe democrazia, oltre che semplificazione delle cose!

giovedì 12 dicembre 2019

La Democrazia esiste laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi!!! ____________________ Jean Jacque Rousseau __________________

La Democrazia, citando Rousseau, esiste solo dove nessuno è tanto potente da convincere gli altri ad affidarglisi e nessuno è tanto debole da credere che solo affidandosi a chi è potente può sopravvivere.

Può sembrare retorica, ma è ciò che succede in Italia, in Provincia di Roma, a Frascati, mentre un Comune va in dissesto e una società di 100 dipendenti viene liquidata.

Quando chi ricopre incarichi importanti può decidere chi di queste 100 persone continuerà a lavorare e chi no, è molto probabile che la maggioranza di questi 100 uomini e donne impotenti gli si affideranno, rinunciando ad affermare i propri diritti, a denunciare le ingiustizie, a raccontare la verità.

Succederà probabilmente che non si verrà mai a sapere che i dati economici indicati su un piano di riequilibrio che liquida un’Azienda non erano corretti, che gli strumenti di risanamento esistenti non sono stati applicati, che quello che passava per affiancamento del personale in materia di bilancio era in realtà uno strumento degli amministratori per costruire i bilanci, scavalcando le possibili obiezioni del personale.

Succederà probabilmente perché in questi tempi perdere un posto di lavoro, soprattutto dopo i quaranta anni, significa mettere a repentaglio la sopravvivenza della propria famiglia. Succederà perché affermare le proprie ragioni non permette di pagare il mutuo, le bollette e le necessità dei propri figli.

Non per questo le ragioni dei dipendenti di questa azienda non sono valide, forti e corrette, non per questo i loro diritti sono stati cancellati. E’ solo intervenuta la logica del potere, a cui si piegano inevitabilmente i deboli.

Se chi parla, pur con prove documentali, rischia più di altri di perdere il proprio reddito da lavoro, di incorrere addirittura in denunce, se viene contrastato nello svolgimento della sua funzione lavorativa con lettere di richiamo volte ad applicazioni di sanzioni disciplinari, è probabile che desista e rinunci ad affermare ciò che ritiene essere la verità, pur nella certezza di essere dalla parte del giusto.

Probabilmente accadrà proprio questo. Il potente e il ricco avrà convinto e comprato tutti, il debole e il povero si sarà arreso all’ingiustizia e venduto al miglior offerente. La DEMOCRAZIA, anche se ormai considerata una conquista del popolo, sarà ridotta nei fatti ad un’UTOPIA.

Probabilmente accadrà, ma non certamente… e se invece qualcuno capisse che solo smettendo di rinunciare all’affermazione della verità, che solo smettendo di vendere i propri diritti in cambio delle briciole si potrà rompere questa legge che li condanna alla sconfitta?

Forse basterebbe questo a rendere possibile la DEMOCRAZIA. Forse anche Rousseau dovrebbe ammettere che la DEMOCRAZIA è possibile anche dove c’è qualcuno così ricco da comprare qualcuno, che è tanto povero da potersi far comprare, MA CHE HA CAPITO DI NON DOVERLO FARE ACCADERE!!!



domenica 1 dicembre 2019

LA TRASPARENZA

La trasparenza indica un corpo che, lasciando passare la luce, permette la visione di oggetti che si trovano al di là di esso.
La TRASPARENZA viene utilizzata frequentemente nella vita politica ed amministrativa e con essa viene indicata e a volte imposta dal legislatore la necessità di rendere gli atti e i bilanci accessibili e chiari a tutti, in modo da scongiurare che si possano mettere in atto sotterfugi, che si possano dichiarare delle cose e farne altre, che si possano conseguire guadagni illeciti senza che ne rimanga traccia.
Nella nostra Società, sempre più complessa, non è facile fare emergere la trasparenza assoluta, anche solo per la diversità di codici linguistici propri di ogni sistema di classe e di settore. L’errore che non si deve compiere è quello di leggere dietro ad ogni atto scritto, dietro ad ogni discorso o rendiconto economico qualcosa di losco, di illecito, trascinando pericolosamente tutti verso un clima di sospetto generalizzato. Questo perché una società non può basarsi sul sospetto, perché se si finisce di sospettare di principio di tutto, i rapporti sociali diventano tesi, estenuanti e tali da non produrre risultati apprezzabili, perché vale il principio che se c’è del marcio in ogni cosa, non c’è del marcio in nessuna cosa.
C’è però un dovere di trasparenza di coloro che hanno delle responsabilità nelle vicende politiche e amministrative della nostra società, volta a rendere accessibile a tutti i cittadini la purezza dei propri intenti e ad escludere la gestione arbitraria delle risorse collettive.
Quando, invece, si prende atto che non vengono pubblicati, nonostante gli obblighi di legge, i contenuti economici dei contratti, che vengono secretate relazioni e pareri che vertono sugli stessi diritti di coloro che non possono accedervi, che mentre si invita qualcuno alla collaborazione si compiono atti volti a danneggiarlo, che si organizzano tavoli di contrattazione a cui non si invitano tutte le parti, si ha inevitabilmente l’impressione che chi agisca voglia nascondere qualcosa.
Quando qualcuno parla sempre in prima persona, cerca sempre di giustificare se stesso, attribuendo sempre le responsabilità agli altri, dà l’impressione di perseguire ad ogni costo i propri interessi e di voler occultare qualcosa agli altri.
Quando invece qualcuno si rende disponibile al confronto, al dialogo alla pari, all’accesso ad atti e documenti, dimostra di non avere alcun interesse personale da nascondere, di mettere al di sopra di tutto il bene comune.
Quando si incontrano persone che agiscono così, i sospetti si dileguano e fiorisce quella fiducia senza la quale nessuna amministrazione e nessun buon governo sono possibili.
La TRASPARENZA è infatti possibile solo quando si parte da una sincera buona volontà di essere onesti e di servire davvero gli altri.

martedì 19 novembre 2019

IL CONSIGLIO COMUNALE DECRETA LA FINE DELLA STS


Lo scorso 18 Novembre 2019, è stata approvato in Consiglio Comunale il Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale che prevede, a fronte di un’esposizione debitoria di € 48.550.156,81, oltre all’aumento di molte tasse e tariffe dei servizi, l’esternalizzazione di alcuni servizi della STS, l’internalizzazione degli altri, e in sostanza, la messa in liquidazione della STS Azienda Speciale.
Mentre il Consiglio approvava questo piano definito di “lacrime e sangue”, i lavoratori della STS hanno protestato sfilando in corteo da Piazza S. Pietro a Piazza Marconi, dove ha avuto luogo la manifestazione organizzata dal Comitato Co.Ra.La.S. I lavoratori successivamente sono stati presenti come auditori in Consiglio Comunale, dove hanno dovuto assistere alla decisione della maggioranza di mettere la parola fine sulla STS Multiservizi, che da quindici anni presta servizi per la Città di Frascati.
L’opposizione si è espressa negativamente sul Piano, rilevando come le tempistiche con cui gli è stato presentato, il pomeriggio del 14 Novembre, non consentissero delle disamine accurate ed evidenziando come lo stesso piano dei riequilibri fosse completamente sfornito dei dati economici su cui si doveva invece fondare. In particolare, in riferimento alle esternalizzazioni o internalizzazione dei servizi della STS, non venivano indicati i costi dell’Azienda Speciale, né i risultati dell’indagine di mercato, indicando solo i risultati di un’operazione a cui mancavano i dati di partenza e lo svolgimento del procedimento.
Alcuni interventi dell’opposizione hanno segnalato che il costo dei servizi della STS, oggetto dell’analisi del Piano dei riequilibri, da cui deriva il progetto dell’esternalizzazione e dell’internalizzazione dei servizi, non è inserito nel contratto in essere tra STS e Comune e che le schede economiche, sulla base delle quali la STS fattura al Comune, mai pubblicate, riportano le spese dell’Azienda nel 2017, prima quindi, che tali spese venissero riviste dal piano di risanamento e dalla Deliberazione di Giunta Comunale n. 59 del 28/03/2019, che ha ridotto l’importo del contratto di servizi di 1.902.598,16. In altre parole, le spese dell’Azienda Speciale prese a comparazione con ipotesi di esternalizzazione sono superiori rispetto al dato effettivo, inoltre, sono falsate da costi che dovrebbero essere del Comune e che invece anticipa la STS, come quelli per le utenze degli impianti sportivi, che vengono ripartite come spese generali su tutti i servizi.
I Consiglieri di Maggioranza, nei loro interventi, rendevano noto che non avevano letto e compreso perfettamente il piano di riequilibrio, che erano fortemente preoccupati e dispiaciuti per i dipendenti della STS, ma che, per una questione di coscienza nei confronti della Città, erano costretti a votarlo.
Il clima del Consiglio Comunale assumeva toni diversi da quelli tipici della politica, richiamando le tematiche introspettive affrontate in queste settimane: la STORIA, la COSCIENZA, la RESPONSABILITA’.
La STORIA veniva affrontata dal Sindaco Mastrosanti, che faceva un ampio excursus di tutte le vicende della STS, evidenziando soprattutto i comportamenti non legittimi di alcuni amministratori del passato, ammettendo finalmente di avere avuto un ruolo attivo in molte delle decisioni assunte per la STS, in qualità di suo Presidente e di Assessore, ammettendo anche che avrebbe potuto avere un’incidenza maggiore su alcuni errori del passato quando era in opposizione.
La RESPONSABILITA’ veniva richiamata da tutti i Consiglieri di Maggioranza intervenuti, compreso l’Assessore Marziale, che finalmente si rendevano conto che, anche se 48.550.156,81 di euro di passività non potevano essere ricondotti all’operato di due anni e mezzo di amministrazione, se ne prendevano la responsabilità per quota parte, per avere magari troppo spesso votato senza particolare cognizione di causa un provvedimento non corretto, ma riconoscendo che, se tale era la somma di cui l’Amministrazione risultava in debito, evidentemente qualcuno aveva commesso errori, di cui alcuni potevano essere a loro attribuiti. Sulla stessa linea anche il discorso del Presidente del Consiglio Franco D’Uffizi che, abbandonata la posizione dal banco della Giunta e rientrando tra i banchi della maggioranza, ammetteva di avere avuto in mattinata grossi dubbi sull’approvazione di questo piano, sia per la gravità delle conseguenze sulla cittadinanza e sui lavoratori della STS, sia sulla scarsa trasparenza dello stesso, rivelando che l’interruzione di quasi due ore del Consiglio era dovuta alla discussione che aveva sollevato lui stesso e annunciando di aver deciso, proprio per sottolineare la sua assunzione di responsabilità, di rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio Comunale.
Tutti i discorsi richiamavano la preoccupazione dei Consiglieri per i lavoratori della STS e la giustificazione del proprio operato personale, venendone fuori anche qualche inopportuno richiamo alla paura di incontrare per la città in cui vivono e circolano alcuni di questi.
La COSCIENZA diveniva di nuovo tema comune dei Consiglieri, del Sindaco e della Giunta nell’affermare che, nonostante tutto, la coscienza li richiamava ad approvare un piano che, seppur doloroso, se pur poco chiaro, si rendeva necessario per evitare conseguenze peggiori.
Il Consiglio Comunale del 18 Novembre 2019, verrà ricordato certamente per l’emotività che molti consiglieri manifestavano, camminando in ansia da un lato all’altro dell’aula consigliare, quasi ricordando l’immagine di chi aspetta notizie fuori dalla sala parto e raccontando la lacerazione interiore che li aveva infine condotti a votare il piano di riequilibri.
L’Assessore Gori, un po' discosto da tutto questo clima commovente, interveniva per dare gli opportuni chiarimenti tecnici sul testo del piano e per indicare a voce grossa e decisa che era l’unica soluzione da adottare, addirittura rivolgendosi alla platea dei lavoratori, che non poteva rispondergli,  per chiedere se gli stessi sarebbero invece in grado di fornire delle alternative di fronte alla difficile gestione della STS, per la quale ammetteva, anche lui evidentemente contagiato dal clima delle ammissioni di responsabilità,  di averle affibbiato la definizione di “cancro”, di cui i dipendenti si erano tanto risentiti.
Dopo le dichiarazioni di voto, che vedevano l’approvazione a maggioranza del piano dei riequilibri, nonostante nessuno si fosse erto in difesa dei suoi contenuti e della sua chiarezza in termini di dimostrazione tecnica, i lavoratori della STS lasciavano il Consiglio dopo aver regalato un applauso a chi, se pur tanto commosso e preoccupato,  se pur tanto pentito  di avere in passato assunto decisioni superficiali senza comprendere i contenuti documentali degli atti del Consiglio, oggi, nuovamente, si esprimeva per via di una corrente di appartenenza e non certo per una convinzione di coscienza individuale.
La storia è maestra di vita quando, attraverso l’individuazione di responsabilità e colpe, consente di non commettere nuovamente gli stessi errori, quando ci rende migliori di come siamo stati.