Co.Ra.La.S.

Quando l'Ingiustizia diventa legge, la Resistenza diventa dovere!!!

Comitato di Rappresentanza Lavoratori STS Multi Servizi Azienda Speciale (Co.Ra.La.S.) Codice Fiscale N. 92038200587 - pec: comitatosts@pec.it – mail : comitatoraplavsts@outlook.it

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martedì 19 novembre 2019

IL CONSIGLIO COMUNALE DECRETA LA FINE DELLA STS


Lo scorso 18 Novembre 2019, è stata approvato in Consiglio Comunale il Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale che prevede, a fronte di un’esposizione debitoria di € 48.550.156,81, oltre all’aumento di molte tasse e tariffe dei servizi, l’esternalizzazione di alcuni servizi della STS, l’internalizzazione degli altri, e in sostanza, la messa in liquidazione della STS Azienda Speciale.
Mentre il Consiglio approvava questo piano definito di “lacrime e sangue”, i lavoratori della STS hanno protestato sfilando in corteo da Piazza S. Pietro a Piazza Marconi, dove ha avuto luogo la manifestazione organizzata dal Comitato Co.Ra.La.S. I lavoratori successivamente sono stati presenti come auditori in Consiglio Comunale, dove hanno dovuto assistere alla decisione della maggioranza di mettere la parola fine sulla STS Multiservizi, che da quindici anni presta servizi per la Città di Frascati.
L’opposizione si è espressa negativamente sul Piano, rilevando come le tempistiche con cui gli è stato presentato, il pomeriggio del 14 Novembre, non consentissero delle disamine accurate ed evidenziando come lo stesso piano dei riequilibri fosse completamente sfornito dei dati economici su cui si doveva invece fondare. In particolare, in riferimento alle esternalizzazioni o internalizzazione dei servizi della STS, non venivano indicati i costi dell’Azienda Speciale, né i risultati dell’indagine di mercato, indicando solo i risultati di un’operazione a cui mancavano i dati di partenza e lo svolgimento del procedimento.
Alcuni interventi dell’opposizione hanno segnalato che il costo dei servizi della STS, oggetto dell’analisi del Piano dei riequilibri, da cui deriva il progetto dell’esternalizzazione e dell’internalizzazione dei servizi, non è inserito nel contratto in essere tra STS e Comune e che le schede economiche, sulla base delle quali la STS fattura al Comune, mai pubblicate, riportano le spese dell’Azienda nel 2017, prima quindi, che tali spese venissero riviste dal piano di risanamento e dalla Deliberazione di Giunta Comunale n. 59 del 28/03/2019, che ha ridotto l’importo del contratto di servizi di 1.902.598,16. In altre parole, le spese dell’Azienda Speciale prese a comparazione con ipotesi di esternalizzazione sono superiori rispetto al dato effettivo, inoltre, sono falsate da costi che dovrebbero essere del Comune e che invece anticipa la STS, come quelli per le utenze degli impianti sportivi, che vengono ripartite come spese generali su tutti i servizi.
I Consiglieri di Maggioranza, nei loro interventi, rendevano noto che non avevano letto e compreso perfettamente il piano di riequilibrio, che erano fortemente preoccupati e dispiaciuti per i dipendenti della STS, ma che, per una questione di coscienza nei confronti della Città, erano costretti a votarlo.
Il clima del Consiglio Comunale assumeva toni diversi da quelli tipici della politica, richiamando le tematiche introspettive affrontate in queste settimane: la STORIA, la COSCIENZA, la RESPONSABILITA’.
La STORIA veniva affrontata dal Sindaco Mastrosanti, che faceva un ampio excursus di tutte le vicende della STS, evidenziando soprattutto i comportamenti non legittimi di alcuni amministratori del passato, ammettendo finalmente di avere avuto un ruolo attivo in molte delle decisioni assunte per la STS, in qualità di suo Presidente e di Assessore, ammettendo anche che avrebbe potuto avere un’incidenza maggiore su alcuni errori del passato quando era in opposizione.
La RESPONSABILITA’ veniva richiamata da tutti i Consiglieri di Maggioranza intervenuti, compreso l’Assessore Marziale, che finalmente si rendevano conto che, anche se 48.550.156,81 di euro di passività non potevano essere ricondotti all’operato di due anni e mezzo di amministrazione, se ne prendevano la responsabilità per quota parte, per avere magari troppo spesso votato senza particolare cognizione di causa un provvedimento non corretto, ma riconoscendo che, se tale era la somma di cui l’Amministrazione risultava in debito, evidentemente qualcuno aveva commesso errori, di cui alcuni potevano essere a loro attribuiti. Sulla stessa linea anche il discorso del Presidente del Consiglio Franco D’Uffizi che, abbandonata la posizione dal banco della Giunta e rientrando tra i banchi della maggioranza, ammetteva di avere avuto in mattinata grossi dubbi sull’approvazione di questo piano, sia per la gravità delle conseguenze sulla cittadinanza e sui lavoratori della STS, sia sulla scarsa trasparenza dello stesso, rivelando che l’interruzione di quasi due ore del Consiglio era dovuta alla discussione che aveva sollevato lui stesso e annunciando di aver deciso, proprio per sottolineare la sua assunzione di responsabilità, di rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio Comunale.
Tutti i discorsi richiamavano la preoccupazione dei Consiglieri per i lavoratori della STS e la giustificazione del proprio operato personale, venendone fuori anche qualche inopportuno richiamo alla paura di incontrare per la città in cui vivono e circolano alcuni di questi.
La COSCIENZA diveniva di nuovo tema comune dei Consiglieri, del Sindaco e della Giunta nell’affermare che, nonostante tutto, la coscienza li richiamava ad approvare un piano che, seppur doloroso, se pur poco chiaro, si rendeva necessario per evitare conseguenze peggiori.
Il Consiglio Comunale del 18 Novembre 2019, verrà ricordato certamente per l’emotività che molti consiglieri manifestavano, camminando in ansia da un lato all’altro dell’aula consigliare, quasi ricordando l’immagine di chi aspetta notizie fuori dalla sala parto e raccontando la lacerazione interiore che li aveva infine condotti a votare il piano di riequilibri.
L’Assessore Gori, un po' discosto da tutto questo clima commovente, interveniva per dare gli opportuni chiarimenti tecnici sul testo del piano e per indicare a voce grossa e decisa che era l’unica soluzione da adottare, addirittura rivolgendosi alla platea dei lavoratori, che non poteva rispondergli,  per chiedere se gli stessi sarebbero invece in grado di fornire delle alternative di fronte alla difficile gestione della STS, per la quale ammetteva, anche lui evidentemente contagiato dal clima delle ammissioni di responsabilità,  di averle affibbiato la definizione di “cancro”, di cui i dipendenti si erano tanto risentiti.
Dopo le dichiarazioni di voto, che vedevano l’approvazione a maggioranza del piano dei riequilibri, nonostante nessuno si fosse erto in difesa dei suoi contenuti e della sua chiarezza in termini di dimostrazione tecnica, i lavoratori della STS lasciavano il Consiglio dopo aver regalato un applauso a chi, se pur tanto commosso e preoccupato,  se pur tanto pentito  di avere in passato assunto decisioni superficiali senza comprendere i contenuti documentali degli atti del Consiglio, oggi, nuovamente, si esprimeva per via di una corrente di appartenenza e non certo per una convinzione di coscienza individuale.
La storia è maestra di vita quando, attraverso l’individuazione di responsabilità e colpe, consente di non commettere nuovamente gli stessi errori, quando ci rende migliori di come siamo stati.

domenica 17 novembre 2019

LA COSCIENZA E LA RESPONSABILTA’


Domani 18 Novembre, finalmente la STS protesta per tutti i provvedimenti e le condotte ingiuste, scorrette, denigratorie poste in essere da chi governa la città di Frascati.

Abbiamo dovuto lottare anche solo per arrivare fino a qui, a poter affermare di avere una DIGNITA’ DA DIFENDERE. Siamo lavoratori, gente semplice, ma abbiamo capito dove vogliono arrivare i grandi professionisti che hanno studiato i bilanci, i piani di risanamento, di riequilibrio…vogliono cancellare la Nostra Azienda e fare affari con i nostri servizi!!!

I servizi sono i nostri, perché sono i servizi a cui lavoriamo e per i quali da 15 anni ci prodighiamo, fino a sentirli come una costante della nostra vita, dei nostri pensieri, dei nostri problemi. I servizi sono dei cittadini di Frascati, a cui spetta il DIRITTO di ottenere un trattamento migliore di quello che gli è stato riservato.

Il piano di riequilibrio in corso di approvazione elimina la STS, per cercare sul mercato ipotetiche migliori condizioni, per presunti risparmi, per incogniti risultati, aumentando contemporaneamente tasse e tariffe dei servizi, rendendo la città ostaggio per venti lunghissimi anni.

Di chi sono le colpe? Di quelli che c’erano prima, di quelli che ci sono ora, di quelli che ci sono sempre stati! l’unica cosa certa è che lo pagheranno quelli che ancora non ci sono, che ancora devono nascere e che subiranno le conseguenze di quello che domani decideranno i Consiglieri Comunali.

Ci auguriamo che chi voterà domani in Consiglio Comunale questo piano rifletta bene sulle conseguenze che esso avrà sui cittadini, sul futuro di 100 famiglie, sulle conseguenze per la Citta di Frascati.

Ci auguriamo che questi Signori Consiglieri, a cui i cittadini hanno accordato la loro fiducia, abbiano un’ETICA, una COSCIENZA, UN SENSO DI RESPONSABILITA’, quando domani dovranno approvare in Consiglio Comunale un provvedimento che potrebbe cambiare le sorti di così tante persone.


IL COMITATO Co.Ra.La.S.

sabato 16 novembre 2019

LA STORIA, LE COLPE, L’IPOCRISIA, IL SILENZIO



Si parla di STS e inevitabilmente si parla di STORIA. La storia della STS è di nuovo l’incipit del discorso del Sindaco Mastrosanti nel Consiglio Comunale dello scorso 12 Novembre, quando dice “la storia non serve per capire di chi è la colpa”. 

“La storia è maestra di vita” dicevano i nostri avi, per dire che dagli errori del passato si può imparare a non sbagliare di nuovo nello stesso modo, si può evitare di ripetere le stesse tragedie. Dagli avvenimenti del passato, infatti, si traggono lezioni che ci dovrebbero far diventare migliori di quel che siamo stati.

 All’errore consegue necessariamente l’attribuzione di una COLPA, se si accetta che esista un concetto di responsabilità delle azioni.  Lo stesso Sindaco ricorda nel suo discorso che “quando si opera per il pubblico ci vuole coscienza e responsabilità”.

Nel controbattere alla minoranza, che durante il Consiglio aveva contestato i provvedimenti per l’esternalizzazione dei servizi e per la messa in liquidazione della STS, che saranno contenuti nel piano dei riequilibri del Comune in approvazione il prossimo 18 Novembre, il Sindaco tirava in ballo, inoltre, il concetto dell’IPOCRISIA.

Ipocrita ha definito il gesto degli schieramenti di opposizione di strumentalizzare i lavoratori della STS, tra l’altro presenti in Consiglio Comunale, esclusivamente per ottenere dei consensi politici, riferendosi invece agli stessi lavoratori come mossi da valutazioni emotive causate dalla preoccupazione di perdere il posto di lavoro e liquidati come dei fantocci nelle mani dei politici di opposizione che li avrebbero convinti a credere in una ricostruzione errata della storia dell’azienda in cui lavorano. Perché quello che invece è una constatazione oggettiva, secondo Matrosanti, è che l’Azienda Speciale nell’agosto 2015 è “nata morta”.

L’azienda è nata morta, secondo la sua disamina, perché in due anni avrebbe accumulato un disavanzo di bilancio di quasi 2.000.000 di euro, per i debiti verso i fornitori delle farmacie, per l’assunzione di risorse lavorative in eccesso, per l’attribuzione di superminimi troppo alti ad alcuni dipendenti, a cui sarebbe stato riconosciuto lo stesso livello contrattuale di un funzionario del Comune, il tutto durante quella breve parentesi tra Luglio 2015 e Giugno 2017 in cui lo stesso Mastrosanti, pur presente sulla scena politica, non ricopriva incarichi in STS, nella Giunta o nella maggioranza Consigliare. 

Il Sindaco passava a fare l’elenco delle azioni compiute dalla sua amministrazione per ridare vita alla “creatura morta”. Riconosceva i meriti del piano del risanamento e del nuovo contratto di servizi, finalmente remunerativo dei costi dell’Azienda, dichiarando ,erroneamente, di averli fatti approvare a fine 2017, invece che a dicembre 2018 e dimenticando di dire di non aver fatto sottoscrivere il contratto e di non avere dato applicazione al piano di risanamento, già approvati a Marzo 2018 dal Consiglio Comunale, sorvolando sul fatto che il piano di risanamento e il nuovo contratto, definiti come strumenti per gli equilibri economici dell’Azienda, non fu applicato anche nel primo semestre del 2018, producendo quindi un’ulteriore semestre di perdite. Sempre in merito al nuovo contratto, con cui il Comune si impegnava a corrispondere alla STS i costi dei servizi, mentre se ne riconosceva i meriti, il Sindaco diceva che lo stesso contratto aveva aggravato il bilancio del Comune.  Parlando delle farmacie, che avevano accumulato debiti verso le ditte distributrici di farmaci, minimizzava il danno causato dalla decisione di smettere di effettuare acquisti e di tenere le farmacie aperte ma senza prodotti da vendere, dichiarando che l’incidenza dell’agio delle vendite non era poi così rilevante. Dimenticava però di presentare, a riprova della sua analisi, le relazioni sull’andamento di bilancio delle farmacie nel periodo 2017, 2018 e 2019, che avrebbero invece dimostrato, come è logico, una perdita economica grave nel 2019 rispetto ad un più che valido utile di esercizio degli anni precedenti. Dimenticava di dire inoltre che la STS vanta da sempre un credito elevato nei confronti del Comune e che la mancata riscossione delle fatture per i servizi prestati all’Ente ha impedito di pagare i fornitori delle farmacie. Ci sarebbe poi da verificare la regolarità dell’espletamento delle procedure di gara per l’approvvigionamento dei farmaci, che sembra siano andate deserte, avvenute attraverso centrali di committenza la cui individuazione lascia seri dubbi. Ovviamente questi temi non sono mai stati oggetto di dibattito o di tavoli di concertazione.

Il contenuto del suo discorso non doveva suonare al Sindaco contraddittorio o ipocrita, se proprio di ipocrisia accusava i Consiglieri di minoranza che, nel raccontare le vicende attraverso le quali era stata affossata ad arte la STS, sostenevano i lavoratori contro la decisione di liquidare l’Azienda.

 Il Sindaco chiedeva alla platea di usare un po’ di sano realismo e di onestà intellettuale volta a riconoscere che i costi della STS, pari a 5.500.00 euro l’anno, sono insostenibili per il Comune, non indicando però la quantità dei servizi che la STS svolge per il Comune e quali sarebbero invece i costi ricorrendo alle esternalizzazioni. Mastrosanti, infine, arrivava ad accusare la minoranza di non avere raccontato la verità ai dipendenti in merito alla insostenibilità dei costi e chiedendo quasi dei riconoscimenti per averla tenuta in vita, nonostante tutto, per due anni e concludendo che “dare tutto a tutti” è di certo un errore.

Il Sindaco Mastrosanti è quindi deciso, dopo avere attribuito la colpa esclusivamente a “chi c’era prima”, pur dicendo che la storia non serve ad attribuire le colpe, ad esternalizzare i servizi della STS e a seppellirla definitivamente, visto che la considera una “creatura nata morta”.

I Consiglieri di maggioranza, che hanno assistito a tutto il dibattito sulle sorti della STS in SILENZIO, voteranno il 18 Novembre il piano dei riequilibri con cui si pone fine all’Azienda di servizi del Comune di Frascati e con cui si aumentano tutte le tasse e le aliquote dei servizi per i cittadini? Decideranno di applicare un piano di lacrime e sangue i cui effetti verranno pagati dalle future generazioni per i prossimi venti anni? Si disporranno con il proprio voto a consegnare a chi verrà dopo una Città in declino, in cui non si potrà più investire per migliorare? Ritengono i Consiglieri di maggioranza veramente corretta l’analisi dei fatti presentata dal Sindaco? Credono con certezza che non esistessero e non esistano tutt’ora soluzioni per gestire la STS come un’azienda sana e come una risorsa per la Citta? Sono così convinti che i servizi verranno gestiti da altre aziende con maggiori standard di qualità e che si produrrà risparmio? Sono tutti convinti che la STS sia una creatura morta? Perchè tutto quel SILENZIO di fronte agli attacchi della minoranza?

Si tace per tanti motivi: per consenso, perché non vale la pena parlare, perché tanto non si può cambiare, per rassegnazione, perché dissentire è difficile. Certo è, però, che uscire dal SILENZIO e dissentire da qualcosa che si ritiene in coscienza non corretto, indipendentemente dal ruolo che si ricopre e dalle aspettative di chi è gerarchicamente sopra di noi, è ciò che rende un essere umano libero dei propri pensieri. 

Il Comitato dei Lavoratori della STS

Co.Ra.La.S.

mercoledì 13 novembre 2019

Se il Popolo si alza...


LA DEMARCAZIONE TRA IL BENE E IL MALE…NON TUTTO PUO’ ESSERE OGGETTO DI POLITICA


Si è arrivati oggi a dover ascoltare cose che non possono essere oggetto di discussione. Esistono e devono esistere, per rispetto della dignità, argomenti su cui non c’è spazio per l’opinionismo. Di una di queste cose siamo stati testimoni oggi noi lavoratori della STS e soci del Comitato Co.Ra.La.S.
Ieri è stato finalmente ratificato presso la Prefettura di Roma l’accordo tra Sigle Sindacali, Dirigenza Aziendale e Amministrazione Comunale per la riduzione del costo del personale della STS, posto come condizione per il pareggio del bilancio 2019, il cui mancato raggiungimento avrebbe comportato ex lege la liquidazione dell’Azienda.
I dipendenti hanno dovuto lottare addirittura affinchè questa misura, volta a tagliare parte del loro salario e della tredicesima, fosse adottata attraverso le formule di garanzia previste dal diritto sindacale. La soluzione prospettata dall’Azienda, infatti, era quella di far firmare ai dipendenti dei contratti part time, prospettando in alternativa il licenziamento.
Ciò che rende paradossale la questione è che i dipendenti hanno dovuto accettare l’ennesima riduzione del loro salario ben consapevoli che, se questo sacrificio era indispensabile a scongiurare la liquidazione della loro azienda sul fronte del bilancio in pareggio, non poteva in alcun modo impedire i provvedimenti di indirizzo politico già adottati con la Deliberazione di Giunta Comunale n. 185 del 04/11/2019. Questo atto ha previsto l’esternalizzazione della maggioranza dei servizi affidati alla STS e ha prospettato la possibilità della messa in liquidazione dell’azienda, “laddove in corso di predisposizione del piano di riequilibrio, dovesse rendersi necessario, di operare ulteriore razionalizzazione della spesa”. Il piano di riequilibrio verrà presentato e votato in Consiglio Comunale il 18 Novembre ed è evidente che esso, già pronto, conterrà le motivazioni per procedere alla liquidazione della STS.
Oggi i dipendenti della STS e soci del Comitato Co.Ra.La.S. hanno assistito allo svolgimento del Consiglio Comunale, dove si discuteva un’interrogazione ed una mozione relativa alle vicende della disapplicazione del piano di risanamento attualmente in corso. Tale vicenda è stata innescata dalla nota del Direttore Generale Nicolò Critti del 27 Settembre, con cui, dichiarando concluso l’accordo sul ricorso ad un ammortizzatore sociale (F.I.S.), ripristinava orario e salario pieno dei dipendenti. A tale comunicazione conseguiva una nota interlocutoria di 54 dipendenti, ancora senza risposta, con cui si ricordava che il piano di risanamento in corso di validità prevedeva la riduzione del 10% del costo del personale per tutto il 2019 e 2020. Il C.d.A della STS, senza prima cercare un accordo con i Sindacati, il 4 Ottobre, deliberava di applicare la riduzione del 20% della paga e delle ore di impiego del personale dal 20/10/2019 al 31/12/2019 e del 10% dal 01/01/2020 al 31/07/2020 attraverso la sottoscrizione, da parte dei lavoratori, di contratti part time. Ne conseguiva l’intervento dei Sindacati che attivavano le procedure per la conclusione di accordi in rispetto delle norme giuslavoriste di fronte al Prefetto.
Durante il Consiglio Comunale del 12 Novembre i Consiglieri di opposizioni hanno manifestato tutte le loro perplessità di fronte a quello che ormai appare palesemente a tutti come un attacco alla società di servizi del Comune di Frascati, dovendosi trovare a discutere anche l’ipocrita tentativo della maggioranza di presentare un ordine del giorno volto a prospettare soluzioni per la garanzia del reimpiego dei dipendenti della STS.
Tale ordine del giorno, che interveniva oggi, a distanza di cinque giorni dall’approvazione del piano di riequilibrio del Comune, dopo mesi di totale silenzio sulle possibili garanzie di reimpiego dei 100 dipendenti della STS a seguito delle esternalizzazioni dei servizi, indicava tre possibili soluzioni, quali la costituzione di una nuova multiservizi tra più Comuni, l’affidamento ad un altro soggetto pubblico, l’inserimento negli atti di gara della clausola sociale. Tali soluzioni apparivano extemporanee e assolutamente inefficaci, visto che, secondo recenti pareri e linee guida, la clausola sociale non può essere considerata vincolante per l’aggiudicazione delle gare. Tale proposta della maggioranza si configurava come un tentativo estremo di difesa dall’accusa di non avere considerato nelle proprie linee politiche la garanzia dei lavoratori della STS e l’ennesima mancanza di rispetto verso chi da tanti anni presta il proprio servizio per i cittadini di Frascati.
Ciò che oggi a più voci veniva richiesto a questa maggioranza, ammutolita di fronte ai soci del Comitato presentatisi in massa in Consiglio Comunale e di fronte ai discorsi di un’opposizione che li accusava di non avere, oggi come nel passato, rese trasparenti le intenzioni relative alla sorte della STS, era la SINCERITA’. La sincerità di raccontare il contenuto di quel piano di riequilibrio che certamente è già pronto e conosciuto e che senza ombra di dubbio decreta la messa in liquidazione dell’Azienda. Si chiedeva ai Consiglieri di maggioranza di avere la CORRETTEZZA, perlomeno, di ammettere che si era già deciso per la messa in liquidazione e con quali motivazioni. Nessuno è intervenuto. Nell’assordante silenzio della maggioranza si sono avvicendati tutti gli interventi dei Consiglieri di opposizione previsti da regolamento. Questo ha impedito lo svolgimento di un contraddittorio tra le parti, così come è stato sempre impedito in questi ultimi anni la trattazione della questione della STS in un contesto democratico, essendo state negate le commissioni di inchiesta, i tavoli di confronto, la trasmissione di atti e bilanci, essendo addirittura stata negata la pubblicazione della relazione della KPMG sulle criticità gestionali  dalla STS, nonostante tale relazione fosse stata pagata con le risorse della STS e nonostante sulla sua pubblicazione fosse stata approvata all’unanimità una mozione in un Consiglio Comunale.
Il Sindaco Mastrosanti ha aspettato mentre, impegnato nella scrittura, evitava di incrociare lo sguardo dei presenti, l’ultimo intervento previsto dal regolamento,  per poter iniziare il suo monologo che, con rammarico, i soci del Comitato non hanno potuto ascoltare, perché i lavoratori e soci del Comitato Co.Ra.La.S. hanno sentito la necessità di abbandonare l’aula non appena il Sindaco ha iniziato a parlare accusando di ipocrisia e di strumentalizzazione di un problema sociale i Consiglieri di opposizione, dichiarando che in quello che era stato detto in aula ravvedeva un tentativo semplicista di opporre le forze del bene a quelle del male e riconducendo la presenza per più di tre ore dei lavoratori in quell’aula ad un semplice impulso emotivo, dettato dalla preoccupazione per le loro sorti. Quando ha preso piede il discorso sulla storia e sulle colpe di chi c’era prima il Comitato ha deciso di non poter più tollerare oltre.
Esiste un limite oltre il quale comportamenti, anche se provenienti da soggetti politici, non possono essere tollerati. Esiste un limite oltre il quale nessuno può essere oltraggiato dall’ipocrisia di discorsi che vogliono far passare per discutibile la demarcazione tra il bene ed il male.   Non tutto può essere oggetto di opinione e linea politica. Esistono principi che devono essere condivisi da tutti. Si può anche discutere e accettare che per il bene di 20.000 cittadini sia necessario sacrificare 100 dipendenti di un’azienda definita “un cancro”, purché vengano fornite finalmente argomentazioni, numeri e dati concreti, purché si dimostri di avere percorso tutte le strade per evitare tali drammatici provvedimenti.
Quello che invece non può essere ridotto nell’ambito del “come la si pensa” sono la sincerità, la correttezza, la lealtà, la trasparenza, l’onestà, che oggi sono state invocate a più riprese ed invano da parte dell’opposizione e dei cittadini e lavoratori presenti nell’aula del Consiglio Comunale.
Oggi si chiedeva alla maggioranza che sta governando la Città di Frascati di ammettere che un piano per la messa in liquidazione della STS già esiste e di rendere noti i calcoli che hanno condotto a tale dolorosa decisione. Si è dovuto assistere invece all’ennesimo tentativo di salvare la faccia con una proposta inattuabile per la garanzia dei lavoratori, evidentemente elaborata all’ultima ora e all’ennesimo discorso vuoto sulla colpa di chi c’era prima e sulla possibilità, addirittura, di mettere in discussione che esiste un bene ed esiste un male.  Il bene ed il male sono concetti comuni a tutti, altrimenti non esisterebbe una società e un ordinamento giuridico.
I lavoratori del Comitato Co.Ra.La.s. vogliono difendere quei principi da questo attacco e per questo sono disposti a lottare uniti.